Scheda sport: Biliardo

Strutture dove si pratica Biliardo

Biliardo

Cenni storici

Molto probabilmente il biliardo è l'evoluzione di un passatempo all'aperto chiamato pallamaglio, che consisteva nello spingere con un bastone una bilia all'interno di un percorso delimitato in un campo erboso.

L'adozione del biliardo sul tavolo rialzato non fu immediata. Inizialmente, nel periodo invernale, ci si limitò a trasferire il gioco in luoghi chiusi delimitati da assi in legno ricoperti dal panno verde, per richiamare l'idea dell'erba. Col tempo si perfezionò fino ad arrivare al supporto del tavolo e alla trasformazione del bastone, non più ricurvo ma diritto, per colpire le bilie con la punta.

Passando per la corte di Carlo VI in Francia, che lo approvò come gioco promuovendolo tra i sudditi francofoni, il biliardo affascinò l'intera Europa trovando spazio sia negli austeri e sontuosi palazzi dell'alta società, sia nelle locande, e ovunque vi fosse l'opportunità di creare luoghi di ritrovo. Inquadrato tra i giochi ufficiali, richiedeva da parte degli esercenti l'obbligo del pagamento di una cospicua quota per ottenere la licenza.

In Italia arrivò nei primi anni del Cinquecento, come riporta Jacopo Gelli nel Manuale del biliardo (1906). Agli inizi del Seicento nella capitale francese venne istituita l'Accademia del biliardo. In Asia questo esercizio ludico era approdato fin dal 1498 con Vasco de Gama, e persino Colombo non fu immune al fascino di questo gioco; imbarcato il tavolo da gioco che accompagnò gli esploratori durante il loro lungo viaggio fu grazie a questi esploratori che si deve l'esportazione dello stesso nelle Americhe.

Fernão Mendes Pinto, si avventurò fino in Cina, dove pur tra mille difficoltà riuscì a far incuriosire al gioco gli alti dignitari della corte, a quel tempo dominata dalla dinastia dei Ming. Attraverso queste varie vicende il biliardo divenne conosciuto in tutto il mondo, seppure distinto in specialità con caratteristiche tecniche e di gioco assai diverse.

La prima Associazione biliardistica in Italia, sorta in seno all'ENAL Ente nazionale assistenza lavoratori, si ebbe nel 1951, sebbene il primo campionato ufficiale tricolore si svolse già circa 16 anni prima.

Nel 1958, venne fondata la FIAB Federazione italiana amatori biliardo. Con gli anni il movimento biliardistico si ampliò notevolmente e questo successo, invece di rafforzare una base unica, creò aggregazioni diversificate che dapprima si attenuarono e scomparvero per poi acuirsi e dare adito a nuove scissioni, e infine cessare definitivamente il 1° luglio 1979 presso il Circolo cittadino di Jesi dove nacque la FIABS Federazione italiana amatori biliardo sport. Così accanto alla FIBA nacque la FIAB con oltre 5000 iscritti.

Nel 1969 FIBA e FIAB trovarono un accordo e formarono la FIBS forte ormai di 12.000 tesserati. A questa seguì la nascita della federazione FISAB, il cui forte seguito determinò l'uscita della testata giornalistica sportiva "Biliardo match".

Al momento dell'unificazione nella FIABS il biliardo italiano annoverava 1500 società e 30.000 giocatori tesserati. Così come riscontrato anche grazie agli altissimi indici di gradimento televisivi, negli anni Ottanta il biliardo italiano fu protagonista di una clamorosa ascesa verso la popolarità che in quegli anni toccò il picco maggiore.

Un gioco spettacolare di notevole contenuto tecnico ad opera di una schiera sempre più grande di campioni e nomi nuovi assicurò un crescente successo di questo sport facendo sì che la FIABS venisse riconosciuta dal CONI come associata sotto la responsabilità dell'UBI Unione bocciofila italiana, aprendo anche la prospettiva dell'ammissione ai Giochi Olimpici. In realtà tale sogno da parte dei biliardofili stentò a realizzarsi.

La storia travagliata di questo sport, che si è sviluppata tra una serie di spiacevoli vicende non sempre di matrice sportiva, vede il districarsi di questa disciplina tra polemiche, divisioni, crisi federali, e vuoti di potere che determinarono non solo la revoca del riconoscimento di questa dal CONI, ma anche l'esclusione dal mondo sportivo ufficiale. Dopo una lunga 'pausa di riflessione' in fiduciosa attesa di una prossima riammissione, il biliardo posizionandosi tra le prime venti discipline praticate dai giovani, con più di 25 mila tesserati e circa 1,5 milioni di appassionati, presenta tutti i numeri che hanno determinato la recente riammissione tra le displine associate del CONI.

Regole base

Il gioco si svolge su un campo montato su un telaio di legno che consiste in un tavolo rettangolare, dalle dimensioni standard di 3,50 x 1,75 m. Esso è delimitato da quattro sponde rivestite di un profilato triangolare in gomma atto a garantire un'elasticità ottimale, ovvero tale da restituire nel tiro "pulito", cioè privo di effetti, un angolo di uscita perfettamente simmetrico all'angolo di entrata.

La superficie in ardesia, generalmente riscaldata tramite resistenze elettriche interne, per eliminare l'umidità, è ricoperta da un caratteristico panno morbido, solitamente verde, perfettamente in bolla cioè orizzontale e pulito.

Strumenti necessari per il corretto svolgimento di questo gioco sono le bocce sferiche dette bilie o biglie, e la stecca, mediante la quale queste sono spinte o in buca o contro le une contro le altre o a buttare giù dei piccoli birilli a seconda della specialità che si sta giocando.

Le moderne stecche la cui lunghezza può variare intorno ai 140-145 cm sono smontabili in due pezzi per ridurre l'ingombro e costruite in vari materiali, legno, alluminio, fibra di carbonio, kevlar, ecc. La parte posteriore si chiama calcio, la parte anteriore si chiama puntale e all'estremità di questo viene incollato un sottile pezzetto di cuoio che prende il nome di girello o cuoietto, ed è la parte che entra in contatto con la bilia al momento del tiro. Un particolare gessetto blu posto all'estremità della stecca assicura una buona tenuta al momento del tiro ed impedisce al girello di scivolare sulla bilia. Le bilie utilizzate per il gioco ai 5 Birilli o 9 Birilli Goriziana sono rigorosamente sferiche e di tre colori diversi (una bianca, una gialla e una rossa detta anche pallino).

Le principali specialità del biliardo sono lo snooker, il pool, la carambola e le 5 quilles, basate sul supporto della stecca. Da queste discipline sono derivate molte varietà di gioco a carattere nazionale, regionale e provinciale. Le boccette rappresentano invece la specialità dove le bilie vengono lanciate con la mano.

Federazione Italiana Biliardo Sportivo

Regolamenti: 5 Birilli 9 Birilli Goriziana - Tutti doppi - Boccette - Carambola

 

"Il tavolo verde, le palle bianche. Il biliardo è il golf dei nati stanchi."  George Bernard Shaw

 

Bibliografia

"Biliardo da manuale" di Girolamo Sansosti – Gremese Editore

"Il nuovo biliardo" di Ceron Luigi e Lamparelli Luigi – La Feltrinelli Editore

"Giochiamo a biliardo e boccette" di Lamparelli Luigi - Meb Editore

"Il Biliardo. La Bagatella e il giuoco delle bocce" di Gelli Jacopo - Hoepli Editore

"Il mio biliardo" di Richler Mordecai - Adelphi Editore

"Esoterico biliardo" di Niccolai Giulia - Archinto Editore

Filmografia

"Il signor Quindicipalle" Regia di Francesco Nuti - 1998

"Il colore dei soldi" Regia di Martin Scorsese - 1986

"Casablanca, Casablanca, Regia di Francesco Nuti - 1985

"Io, Chiara e lo Scuro, Regia di Maurizio Ponzi - 1982

"Baltimore Bullet" Regia di Robert Ellis Miller - 1980

"Lo spaccone" Regia di Robert Rossen - 1961

Video e foto

 

 

 

 

 

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