Scheda sport: Pugilato

Strutture dove si pratica Pugilato

Pugilato

Il pugilato è uno stile di combattimento che prevede l’incontro tra due atleti che col solo uso dei pugni chiusi, protetti da appositi guantoni, si affrontano su un ring allo scopo di indebolire e atterrare l’avversario mettendolo k.o. knock out.

Cenni storici

Il pugilato o “boxe” è uno sport che vanta origini antichissime. Ritenuto una nobile arte sin da tempi remoti è difficile riuscire a datare con certezza i suoi natali. A darci prova di quanto appena detto interviene la preziosa testimonianza di sculture, graffiti e incisioni risalenti al III millennio a.C., ma anche di testi letterari autorevoli come l'Iliade di Omero dove è raccontato un combattimento coi pugni, e ancora ne La Repubblica e nel Gorgia di Platone.

Insieme alla corsa, alla lotta e all’uso delle armi, faceva parte dell’educazione di un giovane uomo nella Grecia antica.

Altre prove indicano che il pugilato già faceva parte dei Giochi Olimpici dell’antichità sin dal 688 AC. In realtà questi combattimenti avevano ben poco in comune con il pugilato attuale, infatti non c’erano categorie, non esistevano guantoni ma lacci di cuoio rinforzati con placche di piombo, e cosa non di poco conto il match poteva finire anche con la morte di uno o entrambi gli atleti.

Se il progenitore più vicino al pugilato è il pugilatus caestis latino in cui erano consentiti colpi sia a mano aperta che chiusa, quello greco pigmachia, praticata in Grecia, viene definita l'antenato della moderna kick boxing in quanto in questo sport si poteva colpire anche con le gambe.

Dopo un lungo periodo di silenzio in cui non si ebbero più notizie del pugilato finalmente nel 1681 un giornale inglese scrisse di un combattimento. Ben presto divenne negli anni della rivoluzione industriale lo sport dei lavoratori e godette di grande popolarità.

La prima scuola moderna di pugilato nacque a Londra nel 1719. In quello stesso anno James Figg autodichiarandosi campione di boxe dopo aver vinto ben 15 combattimenti e senza alcun avversario disposto a sfidarlo diede una svolta a questa disciplina iniziando a dar forma alla boxe così com’è oggi.

E' a Jack Broughton, allievo di Figg, che si deve la stesura del primo regolamento redatto nel 1743. Questo prevedeva, tra le altre cose: un ring circoscritto da due corde in cui i due pugili si confrontavano assistiti da due “secondi”; la proibizione di colpi sotto la cintura e inferti con testa, piedi e ginocchia; un arbitro indispensabile per il giudizio della gara mentre un secondo per il tempo, nonostante non vi fosse nessun limite per il match.

Oltre alla spettacolarità dei combattimenti che inevitabilmente suscitavano l'attenzione degli spettatori vi era l'interesse del pubblico di scommettitori. Il primo match del pugilato moderno combattutosi nel 1892 a New Orleans avvenne secondo le regole del Marchese di Queensberry. Nel 1866 l’omonimo marchese, a cui si deve il nome di tali regole, dopo una prima modifica apportata nel 1838 al regolamento Broughton Rules, diede una revisione significativa a quanto già disciplinato dando vita a una maggiore regolamentazione del gioco.

Nel 1916 Goldsmith e Lomazzi fondarono la FPI Federazione Pugilistica Italiana a Sanremo. Nel 1920 si disputarono i primi campionati italiani.

Tra i moderni campioni che hanno segnato la storia di questo sport ricordiamo: Mohammed Alì, Rocky Marciano, Jack Dempsey, Mike Tyson, Johnson, Primo Carnera, Marvin Hagler, Gorge Foreman, Evander Holyfield Bruno Arcari, Jack Arthur, Lennox Lewis, Patrizio Oliva.

Anche il pugilato sardo vanta nomi di grandi campioni che hanno contribuito a scrivere una pagina indimenticabile nel racconto di questo sport. Tra questi professionisti c’è Gavino Matta che è riuscito, in meno di un secolo di attività, ad assicurarsi diversi titoli di campione nazionale distribuiti in varie categorie di peso in aggiunta, naturalmente, ai titoli europei e a due mondiali conquistati; ma ancora Fernando Atzori, medaglia d’oro alle olimpiadi di Tokio del 1964, Franco Cherchi ex Campione d’Europa EBU pesi Mosca, il campione Antonio Puddu, l’algherese Salvatore Burruni, i cagliaritani Franco Udella campione del mondo dei pesi Minimosca nel 1975 e campione europeo dei Mosca, dal 1974 al 1979, Franco Sperati e Paolo Melis, tra i più recenti Simone Maludrottu, ect.

Insomma sono tanti gli atleti dei guantoni che hanno tenuto la Sardegna con gli occhi orgogliosamente rivolti su questo sport.

Regole di base

Il match si divide in più riprese, dette round, i cui tempi sono scanditi dal suono di un gong e sono 3 della durata di 2 minuti ciascuna per i dilettanti, e 6, 10, o 12 a seconda della serie di 3 minuti ciascuna per i professionisti. In entrambi i livelli le pause tra le riprese sono di un minuto.

La piattaforma su cui avviene l’incontro, denominata appunto ring, è un quadrato rialzato realizzato in materiale morbido per attutire i colpi e circondato da 4 corde (tre per ogni lato); le dimensioni del lato variano dai 5 ai 6 metri.

Lungo il bordo del quadrato, discostati quanto più possibile dal pubblico e sopraelevati in modo da avere una perfetta visibilità, sono collocati i giudici di gara. Questi sono coadiuvati nell’esercizio delle loro funzioni da un arbitro che conduce l’andamento della gara dentro il ring e come i sui colleghi indossa una divisa che si compone di una camicia azzurra con maniche corte o lunghe, munita sul petto a sinistra del distintivo federale e cravatta a farfalla nera o bleu.

E’ bene distinguere due categorie di pugili: i dilettanti, ossia coloro che partecipano a pubbliche gare per puro spirito agonistico e non per lucro, inquadrati in aspiranti, schoolboys, cadetti, juniores, e seniores; i pugili professionisti, divisi in tre serie, che come già detto sopra, ognuna con un determinato numero di round.

A seconda del suo peso l’atleta sarà inquadrato in una delle dieci categorie previste per gli uomini:

  • Mosca leggeri
  • Mosca
  • Gallo
  • Leggeri
  • Superleggeri
  • Welter
  • Medi
  • Mediomassimi
  • Massimi
  • Supermassimi
  • Gallo, Piuma per le donne
  • Supermosca, piuma e Superwelter per i Junior.

Ovviamente ciascun atleta può combattere solo con quelli facenti parte alla sua stessa categoria. Il campione italiano può detenere il titolo di una sola categoria di peso.

Per la pratica di questo sport è obbligatorio utilizzare esclusivamente i guantoni approvati dalla FPI. Assicurati alla mano mediante apposite stringhe vengono indossati sopra un bendaggio, sono di pelle morbida e liscia, con imbottitura uniformemente distribuita sul dorso.

La tenuta maschile prevede: calzoncini a mezza coscia, cintura protettiva, indossata sotto i pantaloncini, calzini, calzature leggere senza punta rinforzata, senza ganci e con suola morbida, e infine il paradenti.

Gli indumenti femminili sono gli stessi con in più una maglietta a maniche corte o top aderente, corsetto protettivo per il seno, indossato sotto la maglietta o il top, e cintura di protezione pelvica. Non sono ammessi in gara i pugili sprovvisti di paradenti o altre protezioni. Non sono inoltre consentiti l’utilizzo di orecchini, piercing o forcine/fermagli per i capelli, né è concesso l’uso di make-up e salvo previa autorizzazione dell’arbitro barba e/o baffi.

Fondamentalmente l’offensiva nel pugilato si basa su tre colpi portati in rapida sequenza e con varietà:

  • diretto, si attua avanzando leggermente e si colpisce con la mano che sta davanti nella guardia (jab), oppure facendo ruotare tutto il corpo nel senso del pugno , colpendo con la mano posteriore (cross);
  • gancio, colpo potente e demolitore, eseguito a corta distanza (hook) basa la sua potenza sulla leva fornita dalla spalla e dalla posizione ad angolo retto del braccio, è il colpo di chiusura per eccellenza;
  • montante, colpo dato dal basso verso l'alto, di solito si usa nel corpo a corpo. Si attua ruotando la spalla in modo da imprimere potenza al pugno (uppercut).

Inutile precisare che la difesa non è meno importante, a ogni colpo corrispondono infatti differenti tipi di schivate e parate. Quando entrambi i pugili hanno portato a termine le riprese previste, tenendo presente il risultato dei cartellini arbitrali, viene assegnato il verdetto ai punti.

Federazione Pugilistica Italiana

Regolamenti

 

“Nessuno è mai riuscito a mandarmi al tappeto. A parte le mie sei mogli.” Jake LaMotta

 

Bibliografia

"Riflessioni sul pugilato e la biblioteca di Bruce Lee" di Barbi Moreno e Vespignani Giorgio - Booksprint Editore 2012

"Boxe at Gleason's Gym" di Wilson Basetta - Edizioni Mediterranee 2009

"L'arte del ko. I colpi decisivi che hanno cambiato la storia della boxe" di Franco Esposito - Ultra Editore

"Essere Mike Tyson. Vita, successi ed eccessi del più discusso campione della storia della boxe" di Andrea Bacci  - Lìmina Editore

Filmografia

"Il Grande Match" Regia di Peter Segal - 2014

"The Fighter" Regia di David O. Russell - 2010

"Hurricane - Il grido dell'innocenza" Regia di Norman Jewison - 1999

"Stasera ho vinto anche io" Regia di Robert Wise - 1949

Video e Foto

 

 

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